La vera strada verso la liberta’ passa dall’educazione e istruzione che sappiamo dare ai nostri figli

Consapevole dell’importanza di acquisire maggiore conoscenza dei principi di salvezza e intelligenza durante la nostra vita mortale, perché la conoscenza è l’unico bagaglio che ci porteremo nella vita dopo la morte, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, sin dai suoi inizi quando ancora i pionieri si trovavano ancora nei carri nelle praterie del nord America, ha sempre promosso l’istruzione fra i suoi fedeli organizzando classi di apprendimento domenicali per ogni fascia di età, programmi educativi, università, accademie, borse di studio….. ecc.
Antiche civiltà hanno lasciato nella imponenza dei loro monumenti, la loro grandezza e maestosità. Le piramidi, il Colosseo, le antiche ziggurat, tutte le antiche vestigia, sono li a parlarci di un glorioso passato, ma le scuole, le università, le accademie ecc. ci assicurano e ci parlano di un glorioso futuro.
Le fondamenta del mondo non sono i re e gli imperatori, ma la famiglia. Non è il governo ma l'istruzione. Non è il potere, ma la cultura.
Guardiamo al grande leader Moshè cosa fa per garantire un futuro di libertà ai figli d’Israele. Moshè invita il popolo a guardare lontano e questo è anche il compito di un vero leader. Potete immaginare Moshè che raduna il popolo all’uscio dell’Egitto. Un popolo che si sta per lasciare alle spalle più di 200 anni di schiavitù e che ha appena assistito ai miracoli compiuti dal loro leader. Questo è il momento cruciale che non sarà dimenticato e le parole che Moshè dirà, devono rispecchiarne tutta l’essenza. Di cosa parlereste voi?
Molti leader parlerebbero di libertà, del giogo della schiavitù, del dolore subito, della terra che li attende, la terra del latte e del miele, delle meravigliose opportunità che lo attendono.
Questo fu ciò che dissero tanti grandi uomini; Abramo Lincoln lo fece a Gettysburg, nel 1863 quando in un discorso di 3 minuti di 265 parole dedicando un cimitero ai soldati morti per la liberta, invocò la memoria della grande nazione che stava per nascere, Nelson Mandela parlò della lunga strada verso la libertà, Winston Churchill nel 1940 fece un discorso sulla guerra contro la tirannia nazista, che sarebbe costata al popolo inglese, sangue, fatica, lacrime e sudore, Lindon Johnson nel 1965 in Alabama contro la discriminazione razziali, fece sua la citazione “We shall overcome, Patrick Henry nel 1775 in un discorso fatto ai coloni americani riuniti alla camera in Virginia disse “..datemi la libertà o datemi la morte” , Martin Luther King disse nella marcia su Washington nel 1963, “I have a dream”. Sembra che il mondo di Hollywood sia pieno di questi discorsi… Mel Gibson, (Bravehearth e We Were soldiers), Armagheddon, e altri, ma nessuno ha superato in bellezza, ispirazione e lontana visione di quello che fece Moshè.
Tutti questi furono i discorsi di grandi uomini, ma a Moshè Dio non mise queste parole nel cuore, ma mise in cuore il dovere che hanno i genitori di educare ed istruire i loro figli. Questo è il fondamento di ogni liberazione, di ogni ricostruzione ed è una responsabilità non delegabile a qualsiasi istituzione o religione o tutore o insegnante sebbene possono essere di valido aiuto. È dovere diretto dei genitori.
Se esaminate il testo vedrete che per tre volte Moshè parla dell’importanza di educare i propri figli. (Esodo 12:26-27; 13:8; 13:14).
Egli non parla dell’oggi e del domani, ma di un lontano futuro, predicando così che la loro sopravvivenza come popolo verrà dall’educazione che sapranno dare ai loro figli.
Il mormonesimo nei secoli è diventato la religione i cui eroi sono gli insegnanti e la cui passione è l’educazione. In Mesopotamia costruirono le ziggurat, gli egiziani costruirono le piramidi, i romani costruirono le strade di mezza Europa e il Colosseo, i greci il Pantheon, i Santi degli Ultimi Giorni hanno costruito scuole e universita’.
Il messaggio dei profeti è profondo – non puoi cambiare il mondo cambiandone l’esteriorità, costruendo opere architettoniche monumentali, o costituire eserciti o imperi, o usare la forza.
Quanti imperi sono andati e venuti e le condizioni umane sono rimaste le medesime da secoli? Solo l’educazione può cambiare il mondo. Ai bambini può essere insegnato il concetto della giustizia, della rettitudine, della gentilezza e della compassione, che le leggi in campo civile e i comandamenti in campo religioso, non sono negoziabili in alcuna maniera. Possono imparare che la libertà può essere sostenuta solo dalle leggi e dai comportamenti di autocontrollo e di responsabilità civile che si esprime anche nella partecipazione politica e nell’esercizio del diritto, ma anche dovere di voto.
Quello che i profeti antichi e quelli moderni hanno insegnato nel tempo e che ci giunge oggi come lezione è che la reale sfida non è nell’ottenere sempre maggiore libertà proclamando a gran voce i propri diritti, ma sta nel sostenerla e mantenerla in vita nel cuore delle future generazioni.
E tutto ciò non è un compito delegato alla scuola o alla religione ma tutto deve avvenire nell’ambito della famiglia. Se pianifichi per un anno pianta del riso. Se pianifichi per una decade pianta un albero. Se pianifichi per la posterità, educa un bambino. (Confucio)
Roberto Asioli